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SOLTANTO LA S. SCRITTURA
Forse
la più precisa definizione di questo principio si trova
contenuta nell’articolo 5 della confessione della Chiesa
Riformata di Francia , detta anche Confessione di La Rochelle
del 1559 , ove testualmente si legge:
Noi
crediamo che la Parola contenuta in questi libri ( Ndr
dell’Antico e del Nuovo Testamento ) è proceduta da Dio, e
riceve la Sua autorità da Lui soltanto e non dagli uomini.
Poiché la Scrittura è la regola di ogni verità , contenendo
essa tutto quanto e’ necessario per il servizio di Dio e per
la nostra salvezza , non è lecito agli uomini e nemmeno agli
angeli di aggiungere, diminuire o cambiare alcunché . Ne
consegue che né l’antichità né i costumi, né la moltitudine,
né la sapienza umana, né i giudizi , né le decisioni, né gli
editti, né i decreti, né i concili né i miracoli devono
contrastare con la S. Scrittura, ma anzi tutte le cose devono
essere esaminate regolate e confermate secondo essa".
Formulazioni pressoché analoghe le possiamo ritrovare in altre
confessioni di fede appartenenti alla tradizione riformata,
come la Belgica ( 1561) , la Elvetica posteriore (1566),
quella di Westminster ( 1647) e la Valdese ( 1655).
In
tempi più recenti la Dichiarazione di Barmen del 1934 è
ritornata sull’argomento affermando :
Gesù
Cristo come ci e’ testimoniato nelle Sacre Scritture, è la
sola Parola di Dio che noi dobbiamo ascoltare e alla quale
dobbiamo prestare fede e obbedire in vita e in morte. Noi
rigettiamo la falsa dottrina secondo la quale la chiesa
potrebbe e dovrebbe riconoscere altri eventi o poteri, figure
e verità, come rivelazione di Dio o come fonte della Sua
proclamazione indipendentemente e oltre questa sola Parola di
Dio.
Ma
quali sono nel concreto le implicazioni che scaturiscono
dall’anzidetto principio?
A
questa domanda ha risposto qualche anno fa nel suo Solus
Christus ( edizioni Claudiana, Torino, 1985) Vittorio
Subilia :
Dire
Sola Scriptura,
egli ha scritto, significa :
1)
escludere che nella conoscenza e nel rapporto con Dio abbiano
una validità orientatrice l’esperienza e la situazione
dell’uomo (pag. 53), come anche l’esperienza e la tradizione
della chiesa, nella predicazione dei suoi predicatori,
nell’insegnamento dei suoi dottori, nelle dichiarazioni dei
suoi concili, nel cristianesimo vissuto dai suoi membri, cioè
escludere la possibilità che i discepoli di Cristo possano
dimostrargli una costante fedeltà senza deviazioni attraverso
i secoli ( pag. 56).
2)
confessare la convinzione che la norma per conoscere Dio, per
giudicare la storia, per disciplinare l’etica, per orientare
gli indirizzi professionali, politici e sociali
dell’esistenza, non possa essere cercata nell’uomo, nella sua
ragione, nel suo sentimento, nelle tendenze culturali o nei
miti ideologici della sua epoca, nella sua coscienza e nella
sua religiosità, neppure nella chiesa, nel suo magistero e
nella sua tradizione ( pag. 58.)
Il
principio del Sola Scriptura come norma normans
e asso portante della fede distanzia le Chiese nate dalla
Riforma del XVI secolo dalla Chiesa Cattolica Romana che anche
recentemente nel suo Catechismo del 1992 ha ribadito le sue
antiche posizioni .
Dopo
essere partito dalla premessa che :
1) La
Sacra Tradizione e la Sacra Scrittura sono tra loro
strettamente congiunte e comunicanti, in quanto ambedue
scaturiscono dalla stessa divina sorgente, e formano in certo
qual modo una cosa sola e tendono allo stesso fine [Conc. Ecum.
Vat. II, Dei Verbum, 9] ;
2)
Quanto alla Sacra Tradizione, essa conserva "la Parola di Dio,
affidata da Cristo Signore e dallo Spirito Santo agli
Apostoli", e la trasmette "integralmente ai loro successori,
affinché questi, illuminati dallo Spirito di verità, con la
loro predicazione fedelmente la conservino, la espongano e la
diffondano", il Catechismo della Chiesa Cattolica così
conclude : Accade così che la Chiesa, alla quale è affidata la
trasmissione e l'interpretazione della Rivelazione, "attinga
la sua certezza su tutte le cose rivelate non dalla sola Sacra
Scrittura. Perciò l'una e l'altra devono essere accettate e
venerate con pari sentimento di pietà e di rispetto" [Conc.
Ecum. Vat. II, Dei Verbum, 9].( V. Articolo 2, paragrafi 80,81
e 82).
Il
principio del Sola Scriptura come norma normans
e asso portante della fede distanzia le Chiese nate dalla
Riforma del XVI secolo dalla Chiesa Cattolica Romana che anche
recentemente nel suo Catechismo del 1992 ha ribadito le sue
antiche posizioni .
Paolo
de Petris
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