Il Cristianesimo è una religione?

Per il Dizionario della lingua italiana del Devoto, la religione è il rapporto variamente identificabile in sentimenti e manifestazioni di omaggio, venerazione e adorazione, che lega l’uomo a quanto egli ritiene sacro e divino.

Seguendo l’anzidetta definizione, anche il cristianesimo nelle sue varie confessioni e tradizioni sarebbe da annoverare tra le religioni e questa è la percezione che oggi almeno si ha, tanto che, non a caso, la qualifica giuridica dello scrivente, insegnante al liceo, è quella di docente di religione evangelica.

Alla luce di queste considerazioni la domanda del titolo dell’ articolo potrebbe sembrare impertinente e perfino provocatoria tanto da far sorgere il quesito : ma se il Cristianesimo non è una religione, allora che cos’ è?

Per trovare una risposta, basta consultare la più esaustiva chiave biblica disponibile in italiano che si basa sulla versione della Nuova Diodati, dalla quale risulta che il termine religione compare soltanto nel NT, in un limitatissimo numero di passi e precisamente in Atti 25:19 e 26:5 e nell’epistola di Giacomo, 1:26 e 27, come traduzione dal greco di due parole: La prima deisidaimonia ( da cui deriva la parola demonio) indica in generale la superstizione e in questa visuale viene usata da Paolo, quando l’apostolo nel suo discorso all’Areopago giocando sull’ambivalenza del termine sembra fare quasi un complimento agli ateniesi dicendo : io vedo che siete in ogni cosa quasi troppo religiosi.

La seconda threeskeia indica puramente e semplicemente il culto che viene reso a Dio e in questa accezione è usata da Giacomo quando scrive: Se qualcuno fra voi pensa di essere religioso, ma non tiene a freno la sua lingua, certamente egli inganna il suo cuore, la religione di quel tale è vana. La religione pura e senza macchia davanti a Dio e Padre è questa: soccorrere gli orfani e le vedove nelle loro afflizioni e conservarsi puro dal mondo.

Il cristianesimo dei primi secoli, cosciente del fatto che il Dio dell’Evangelo non rappresentava la proiezione delle esigenze religiose dell’uomo, ma costituiva il totalmente Altro, l’Iddio inconfondibile e unico, fu estremamente critico nei confronti delle religioni del tempo, al punto da meritarsi l’accusa di ateismo. Ci sarebbe da chiedersi se, in presenza della grave crisi che contraddistingue il nostro tempo, le chiese cristiane non siano chiamate a sottolineare l’ assoluta diversità del Dio biblico rispetto ai tanti dei che nel corso della storia l’essere umano si è forgiato.

Paolo de Petris

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