Il Purgatorio: questo sconosciuto

Per correr miglior acque alza le vele omai la navicella del mio ingegno, che lascia dietro a sé mar sì crudele; e canterò di quel secondo regno dove l'umano spirito si purga e di salire al ciel diventa degno, così canta Dante Alighieri nel I canto del Purgatorio della sua Divina Commedia.

Che non si tratti soltanto di una finzione letteraria, espressione dell’ingegno artistico del divino poeta, lo si può arguire leggendo il catechismo della chiesa cattolica edito appena una decina di anni fa, nel quale si afferma:.

Il purgatorio è quel luogo nel quale tutti coloro che morti nella grazia e nell'amicizia di Dio, ma imperfettamente purificati, vengono sottoposti, dopo la loro morte, ad una purificazione, al fine di ottenere la santità necessaria per entrare nella gioia del cielo.

Alla obiezione mossa non soltanto dai tempi della Riforma, secondo la quale questo termine non comparirebbe mai nella Bibbia, la chiesa Cattolica ha risposto invocando l’autorità dei concili di Firenze e di Trento che l’avevano promulgata e rifacendosi oltreché alla tradizione anche a certi passi della Scrittura, (Cfr., ad esempio, 1Cor 3,15 e 1Pt 1,7) nei quali si parlerebbe , a suo dire, di un fuoco purificatore.

I riformatori 4 secoli fa criticarono aspramente questa dottrina ritenendola non solo infondata, ma anche contrastante con la fede cristiana.

G. Calvino, in particolare, motivò il suo rifiuto affermando che questa dottrina recava grave offesa alla misericordia di Dio, annullava la croce di Cristo, dissipava e sovvertiva la nostra fede.

Lo stesso teologo cattolico Hans Küng, autore di un ponderato quanto documentato saggio dal titolo Vita dopo la morte? ha dovuto ammettere che questa concezione, che si trova in molte religioni ( anche presso i greci e i romani, in Platone e in Virgilio), ma non nei scritti del Nuovo Testamento, si è imposta solo con la patristica e la liturgia, aggiungendo :

Discutibili sono anche le indulgenze, ma anche altre pie opere e rivelazioni private connesse con la concezione di un purgatorio, contro le quali si è scagliato, con buone ragioni, provocando la riforma, Martin Lutero con le sue tesi del 1517.

Hans Kung mi sembra che colga nel segno. Anche se la storia non si fa con i se, il sorgere della Riforma almeno in Germania sarebbe impensabile se non ci fosse stata la questione delle indulgenze a scatenare la reazione di Martin Lutero, per non parlare dell’infelice frase attribuita al monaco Tetzel che, nel tentativo di reclamizzare l’acquisto delle indulgenze, rivolgendosi al pubblico aveva detto: Ricordate che voi potete liberare i vostri defunti , perché appena il soldo in cassa ribalta, l'anima via dal purgatorio salta.

Paolo de Petris

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