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Che cosa
significa la parola protestante?
Se
consultiamo il Dizionario della Lingua Italiana del Devoto,
alla pag. 1809 leggiamo che il verbo protestare, dal
quale deriva la parola protestante, significa manifestare con
energia la propria disapprovazione o la propria opposizione
contro una cosa o contro una persona.
Storicamente ritroviamo per la prima volta questo termine in
occasione della Dieta imperiale convocata a Spira nel 1529,
nel corso della quale le regioni nelle quali si era diffusa la
riforma presentarono una ferma protesta contro la decisione di
impedirne con la forza la diffusione.
Il
termine ricompare nella Confessione Augustana del 1530, quando
i suoi autori dichiarano:
publice protestamur.
Nella
accezione che allora si diede al termine, protestare
significava in particolare modo testimoniare solennemente
davanti a tutti a favore di qualche cosa o di qualcuno ed
è questo che fecero i riformatori quando si levarono a favore
della autorità della Sacra Scrittura .
Soltanto Dio, essi dissero , è infallibile e sovrano e deve
avere l'ultima parola.
La
chiesa è soggetta a sbagliare e conseguentemente nessuno ha il
diritto di aggiungere dogmi e insegnamenti che non hanno alcun
fondamento scritturale.
La
conseguenza di questa protesta fu che in tutte le
chiese Protestanti si rifiutò tutto ciò che nel corso dei
secoli aveva finito per sovrapporsi al messaggio di Cristo e
in forza di siffatto principio vennero abolite tutta una serie
di pratiche che non avevano alcuna giustificazione scritturale
, come per esempio, la venerazione delle reliquie, il culto
dei santi, la pratica delle indulgenze, i pellegrinaggi, la
credenza nel Purgatorio, il culto a Maria.
Era
proprio necessaria questa protesta? Personalmente
ritengo di si. Il Riformatore Giovanni Calvino scrisse che Dio
ci aveva creati e messi al mondo per essere da noi onorato e
glorificato e che conseguentemente non si doveva pensare e
fare alcunché di altro se non in vista della Sua Gloria .
Ora
se è vero che la nostra vita non può avere altro riferimento
che Dio , su questo terreno non si possono assolutamente
immaginare compromessi di sorta . Ciò in cui dobbiamo credere
in vista della nostra salvezza si trova contenuto soltanto
nelle Scritture dell’Antico e del Nuovo Testamento. Pretendere
che ci possano essere verità diverse da quelle contenute nella
Bibbia può portare e ha portato a conseguenze molto
pericolose.
Nessuno ha sicuramente piacere che la chiesa sia frantumata.
Del resto l'intenzione di quegli uomini e di quelle donne che
quasi 5 secoli fa , anche a costo della loro vita,
protestarono la loro fede contro tutti gli abusi non era
certamente quella di infrangere l'unità della chiesa ma di
lanciare a tutti i cristiani un appello a riformarsi non
soltanto dal punto di vista morale ma anche da quello
teologico. La spaccatura della chiesa in due tronconi divenne
dolorosamente inevitabile solo quando questo appello ad una
seria riforma fu respinto. Ancora oggi le ragioni di quella
protesta non sono purtroppo cambiate e il grande problema che
si pone a tutti coloro che vogliono continuare a definirsi
cristiani rimane sempre lo stesso: Quello di prendere
finalmente sul serio la Parola che Dio ci rivolge
protestando quando la sua autorità venga sottovalutata o
annullata.
Pastore Paolo de Petris
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