Quale Libertà ?

Della libertà si può parlare in varie accezioni: in senso politico, morale, religioso, comportamentale, ecc. e a seconda delle prospettive il termine può rivestire significati diversi.

Da un punto di vista generale tuttavia una cosa è certa: tutti noi abbiamo la presunzione di essere liberi. Con questa convinzione alle spalle rimaniamo sbigottiti quando nella lettera ai Galati ( 5.13) dell’apostolo Paolo leggiamo: voi siete stati chiamati a libertà. Paolo insomma non da per scontato che l'uomo sia libero, ma addirittura asserisce il contrario e cioè che la sua situazione è caratterizzata da un sostanziale stato di schiavitù dal quale soltanto Cristo può liberarlo.

Ma a quale libertà allude l’apostolo? Forse lo possiamo meglio comprendere ponendoci una serie di interrogativi.

Siamo delle persone che si fanno guidare dal senso di responsabilità e dalla maturità oppure siamo schiavi della incostanza e della superficialità?

Siamo delle persone libere, aperte, disponibili, pronte ad ascoltare gli altri o piuttosto spesso e volentieri non siamo schiavi dei nostri pregiudizi e del nostro modo angusto di vedere le cose? Pensiamo a tutti i pregiudizi di razza, di cultura, di nazionalità e di classe sociale che sussistono ancora oggi.

La verità è che purtroppo non siamo liberi, anche perché tutta la nostra esistenza altro non è che provvisoria, limitata nel tempo e governata da leggi ferree alle quali non è possibile sottrarci. Non siamo liberi nemmeno dalla sofferenza e dal dolore.

In questa concreta situazione di mancanza di libertà, di schiavitù vera e profonda, il messaggio cristiano ci annunzia la vera libertà che ci è donata da Dio attraverso la rivelazione di Gesù Cristo. Se dimorate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi, aveva detto Gesù nel vangelo di Giovanni (8:32).

Il cristianesimo è stato fin dall'inizio un grande movimento di liberazione e di emancipazione. Udendo l’Evangelo l'essere umano si è sentito liberato da ogni vincolo. Nel XVI secolo c'è stata una riscoperta di questo principio con la Riforma protestante. Come non ricordare l’esaltazione della libertà spirituale del cristiano enunciata nella celebre frase del riformatore tedesco Martin Lutero: Un cristiano è libero signore su tutte le cose e non è soggetto a persona alcuna e alla contemporanea svalutazione di ogni libertà che non fosse quella donataci da Cristo?

In questo contesto mi sembrano significative le risultanze di una inchiesta condotta alcuni anni fa in Francia, nella quale agli intervistati era stata rivolta la seguente domanda: "Si considera protestante?'" Raccolte le risposte si è trovato che in quel paese le persone che si consideravano protestanti erano circa due milioni; e il motivo principale era perché il protestantesimo era considerato la religione della libertà.

Peccato soltanto che tante volte tale rivoluzionario principio sia caduto nel dimenticatoio anche nella coscienza della nostra tradizione protestante.

Paolo de Petris

 

 

 
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